Age of Worms

Il Tumulo Sussurrante

1 Preparativo 595AC, Diamond Lake
La brezza mattutina aveva un odore tutto nuovo per Bellsulion Morion, nonostante l’ambiente lacustre di Diamond Lake non fosse famoso per la sua buona fragranza. Il giovane mezz’elfo, ormai libero dalla schiavitù presso il sindaco Landon Neff ed in possesso dell’equipaggiamento che negli anni aveva racimolato e in certi casi costruito, era pronto per partire alla ricerca dell’avventura. Negli ultimi giorni in paese aveva spesso sentito parlare di un gruppo di avventurieri che si facevano chiamare “Trio di Greyhawk” i quali erano giunti a Diamond Lake per partire alla ricerca di ricchezze in un luogo conosciuto come il Tumulo degli Uccelli Stigei. Bellsulion sapeva che nell’area circostante il paese negli anni erano stati scoperti molti tumuli funerari ed antiche rovine dai quali avventurieri e gilde avevano ricavato grandi ricchezze, quindi non perse tempo e decise di anticipare questo famoso trio in modo da accaparrarsi al posto loro il contenuto del tumulo. Il mezz’elfo però non era molto esperto delle colline intorno a Diamond Lake, così si diresse al vicino santuario di Obad-Hai sperando che i chierici potessero indicargli la via verso il tumulo…

Non gli ci volle molto a raggiungere il boschetto ad est del paese, ma una volta lì scoprì che non era l’unico oltre al Trio di Greyhawk a cercare fama e ricchezza. Infatti al santuario erano giunti altri tre stranieri, ognuno per conto suo ma tutti alla ricerca del Tumulo degli Uccelli Stigei. Costoro erano Shantie Matthews, una giovane nobildonna seguace di Myrhiss originaria del Ducato di Urnst sfuggita ai nobili bigotti di Leukish per ricercare l’avventura e la libertà, Xaranthir, un brillante mago dell’accademia di magia di Greyhawk inviato nelle Colline dei Sepolcri alla ricerca di antichi oggetti magici, e Nyx, una ragazzina neanche diciottenne chierica di Boccob inviata dal gran sacerdote di Greyhawk per lo stesso motivo del mago. I quattro, ritrovandosi con una meta comune e sapendo di avere più possibilità che divisi, decisero di raggiungere il tumulo assieme e dividere gli eventuali tesori lì rinvenuti. Parlando con il gran sacerdote Hakel il gruppo venne a sapere che al santuario era attualmente ospite un elfo giunto qualche giorno prima in fin di vita in seguito all’aggressione di un orsogufo, il quale aveva attraversato la zona e sarebbe stato in grado di condurli al Tumulo degli Uccelli Stigei. Così i quattro fecero la conoscenza di Ezel, un rude e xenofobo elfo dei boschi originario della Foresta Nodosa, il quale seppur con qualche remora acconsentì ad accompagnarli…

Così il gruppetto si allontanò da Diamond Lake a piedi finché, dopo un paio d’ore di cammino, non vennero sorpresi da un acquazzone e non potendo proseguire sotto la fitta pioggia si misero alla ricerca di un riparo. Fortuna volle che poco distante da loro si trovava un vecchio edificio abbandonato, un luogo perfetto dove aspettare che il temporale passasse. Dopo aver eliminato alcuni grossi topi che infestavano l’edificio i novelli avventurieri vi si trattennero per circa un’ora, ma l’attesa portò degli inaspettati frutti. Infatti curiosando qua e la scoprirono alcune vecchie carte scritte da un agente delle miniere di nome Ulgo Fant secondo le quali il Tumulo degli Uccelli Stigei era stato esplorato molti anni prima e, a parte le bestiacce di cui porta il nome, non conteneva nulla. Altre carte però parlavano di un secondo tumulo ai tempi ancora inesplorato, a cui era stato dato il nome di Tumulo Sussurrante per via di alcuni strani rumori che si sentivano provenire dall’interno di esso. Infine Shantie rinvenne un altro documento nascosto in uno scomparto segreto di una scrivania il quale era niente poco di meno che l’attestato di proprietà dell’edificio! Viste le nuove informazioni quando la pioggia cessò il gruppo cambiò strada e si diresse verso il luogo dove le carte indicavano il Tumulo Sussurrante, vedendo maggiori probabilità di successo in un luogo di cui nessuno a parte loro sapeva l’esistenza; così dopo un’attenta esplorazione delle colline finalmente riuscirono a trovare l’ingresso che conduceva all’interno del tumulo: un tunnel perfettamente quadrato dalle pareti di roccia che scendeva sotto terra il cui ingresso era sovrastato da un dolmen anch’esso molto finemente lavorato. Affacciandosi sull’ingresso il quintetto sentì distintamente gli strani sussurri che avevano dato il nome al tumulo fuoriuscire dell’apertura rendendo l’atmosfera decisamente surreale…

Giunto a questo punto Ezel, avendo svolto il favore chiestogli dal sacerdote di Obad-Hai, avrebbe voluto lasciare il gruppo ad esplorare il tumulo per poter riprendere a viaggiare in solitudine, ma le parole dei novelli avventurieri convinsero il burbero elfo a rimanere ad aiutarli. Così il quintetto si addentrò nel corridoio che conduceva all’interno del tumulo finché non si imbatté in quattro alcove che si affacciavano su di esso, mentre la via principale era sbarrata da un fittissimo strato di ragnatele. Una delle alcove era piena di detriti e quindi inaccessibile, ma nelle altre due il gruppo rinvenne, oltre a delle antiche ossa umane, dei cristalli neri ed uno strano oggetto che Xarantir ritenne essere un pezzo di un qualche congegno magico più grande ormai andato in frantumi. Su di esso il mago vide un glifo scritto in una lingua elementale che anche lui riuscì a malapena a leggere: si trattava di un nome proprio, “Icosiol”. Non potendo avere ulteriori indizi sulla funzione del tumulo dagli oggetti trovati Shantie decise di bruciare le ragnatele che sbarravano la strada, sperando che eventuali ragni indesiderati bruciassero con esse. Quando il grosso strato di lanugine bianca scomparve in mille scintille rivelò altre due alcove e il proseguimento del corridoio, senonché proprio nel centro di esso si trovavano tre lupi denutriti attorno ad una vecchia carcassa di ragno spolpata! Le bestie, intrappolate da molto tempo ed evidentemente debilitate, attaccarono immediatamente il gruppo che riuscì ad eliminarli in breve tempo senza subire grossi danni. Dopo aver sconfitto i lupi ed aver esaminato le alcove laterali il gruppo ha rinvenuto un altro vecchio scheletro bruciacchiato, il quale stringeva nella mano una lanterna color indaco. Mentre tutti osservavano lo strano oggetto rinvenuto Nyx si accorse che in lontananza lungo il corridoio si intravedeva una luce verde, cosa che allertò tutti i presenti che avanzarono lentamente nel corridoio per non essere individuati dal possessore della luce…

Una volta giunti più vicini alla strana luce verde il gruppo si accorse che non c’era nessuno a reggerla: la luce proveniva da una lanterna identica a quella che avevano appena trovato, solo di colore diverso, appesa ad una catena che pendeva dal soffitto di fronte a loro. Fra loro e la lanterna però il corridoio si apriva in una stanza romboidale sulla quale oltre al corridoio si affacciavano altre sette aperture (la lanterna verde era in fondo ad una di queste). Al centro della stanza era posizionato un sarcofago, il cui coperchio era inciso con un bassorilievo rappresentante una strana figura androgina vestita con una tunica e un medaglione su cui era inciso un altro strano glifo simile a quello in precedenza tradotto da Xaranthir. Anche in questo caso il mago si adoperò alla traduzione e scoprì che il glifo era un altro nome proprio, “Zosiel”, il che lo portò a supporre che l’intero tumulo fosse la tomba di questo strano essere. Senza perdere altro tempo Bellsulion esaminò il sarcofago alla ricerca di trappole e quando diede l’ok Ezel e Shantie lo aprirono; per loro sfortuna il giovane mezz’elfo aveva sbagliato i calcoli e quando sollevarono il coperchio una fiammata di fuoco magico investì tutti tranne Ezel, che riuscì a buttarsi a terra in tempo. I danni procurati dal fuoco furono esigui, ma la frustrazione assalì i compagni del mezz’elfo quando videro che il sarcofago era vuoto! Così il povero Bellsulion si trovò nel mirino delle due donne del gruppo che lo presero a male parole finché il mezz’elfo non si fece perdonare facendo una scoperta piuttosto singolare: al centro del sarcofago c’era un perno che permetteva di ruotare il sarcofago stesso! Incuriositi dall’inusuale possibilità il mezz’elfo ed Ezel richiusero il sarcofago e lo fecero ruotare fino a quando la testa della figura non puntò verso la lanterna verde; in quel momento si sentì un rumore di ingranaggi provenire dall’alcova…

Incuriositi dai rumori Shantie, Bellsulion e Xaranthir si addentrarono nell’alcova, dove capirono che il meccanismo che produceva i rumori si trovava esattamente sotto la lanterna verde e dagli strani stridii che provenivano da li sotto qualcosa non stava andando nel verso giusto. Per loro fortuna si trovavano a qualche metro di distanza, poiché pochi istanti dopo una sezione di pavimento tremò per qualche secondo, prima di sprofondare in un buco largo più mezzo metro! Osservando il buco apertosi nel pavimento Xaranthir e Shantie notarono che i detriti potevano essere facilmente scalabili, ma prima che iniziassero a scendere qualcosa fece il percorso opposto; poco dopo il crollo infatti dal buco fuoriuscì uno sciame di migliaia di piccoli scarabei verdi accompagnato da uno grosso ragno ciclope che Xaranthir riconobbe come uno sventratore folle, un’aberrazione rapidissima in grado di attaccare più bersagli con i suoi otto artigli aguzzi! Il gruppo ebbe facilmente ragione dell’aberrante ragno grazie alla magia di Xaranthir che lo addormentò e al coraggio di Ezel che si gettò in mischia incurante del pericolo, ma non riuscì a contrastare lo sciame di scarabei che li costrinse alla ritirata fuori dal tumulo dopo aver quasi inghiottito Nyx e Bellsulion. Dopo una seconda rapida incursione per recuperare le armi abbandonate in precedenza durante il combattimento il gruppo decise di fare ritorno a Diamond Lake per equipaggiarsi con dei fuochi dell’alchimista e dell’olio per lanterne così da poter affrontare eliminare. Una volta giunti al paese tutti si diressero al negozio del mercante Taggin per fare acquisti, tranne Ezel che attese fuori dal paese; fu così che il gruppo apprese che l’elfo era così burbero e xenofobo che il solo entrare in una città lo faceva star male e lo rendeva più irritabile di quanto non fosse già normalmente…

Dopo aver fatto spesa, non avendo abbastanza soldi per pagare la locanda e non volendo lasciare Ezel solo, il gruppo fece ritorno al tumulo e si accampò al suo esterno dove passò la notte, con la prospettiva di proseguire l’esplorazione l’indomani…

2 Preparativo 595AC, Colline dei Sepolcri
Di buon mattino Ezel svegliò gli altri e non appena pronti rientrarono insieme nel tumulo. Nonostante tutta la cautela impiegata una volta tornati nella stanza del sarcofago gli avventurieri si ritrovarono circondati dallo sciame e nonostante le nuove armi acquisite stavano per avere la peggio; poi però Nyx ebbe un’illuminazione e assieme ad Ezel riaprì il sarcofago: per loro fortuna la trappola magica al suo interno non era del tutto scarica e la fiammata successiva bruciò la maggior parte degli scarabei mettendoli in fuga, investendo però anche i loro compagni. Nonostante le bruciature il gruppo fu felice di essersi liberato degli insetti ed iniziò così ad esplorare le altre alcove laterali. Fu così che in fondo ad ogni alcova si trovava una catena alla quale era appesa una lanterna del tutto simile a quella verde e a quella indaco da loro trovata, tranne per il colore che era sempre diverso. Osservando la disposizione delle lanterne l’arguto Bellsulion intuì che le lanterne andavano disposte nel verso dei coloro dell’iride. Così, pur non sapendo la loro funzione, posizionò la lanterna indaco nel corridoio fra quella verde e quella viola…

Purtroppo però, nonostante la giusta intuizione del mezz’elfo, c’era ancora un tassello mancante: la lanterna rossa infatti non si trovava al suo posto e non era nemmeno nella stanza. Non sapendo di preciso dove cercare la lanterna il gruppo decise di scendere nel buco aperto nel pavimento per esplorare il luogo da cui gli insetti erano arrivati. Una volta giunti sul fondo fra i detriti videro quello che sembrava essere il meccanismo di un ascensore: probabilmente serviva per scendere al livello inferiore del tumulo, ma il tempo aveva danneggiato il meccanismo che, una volta attivato, aveva causato il crollo. Iniziò così l’esplorazione del livello inferiore dove il gruppo si trovò subito ad un trivio vicino al quale era situata una statua decapitata di una creatura androgina simile a quella incisa sul sarcofago, anch’essa accompagnata da un glifo di un nome proprio, “Nadroc”. Esplorando le stanze a destra e a sinistra il gruppo si scontrò con un altro sciame scarabei e due esemplari decisamente più grossi, probabilmente i loro progenitori. Dopo averli sconfitti esplorarono le due stanze, all’interno delle quali trovarono altre ossa. Grazie ai simboli sulle armature da questi indossate Xaranthir individuò i morti come dei membri dei Cercatori dell’Arcano, un gruppo di archeologi senza scrupoli molto interessato agli antichi tesori. Il mago ipotizzò che una spedizione di Cercatori fosse giunta nel tumulo per ispezionarlo anni prima, ma che fosse stata sopraffatta dai mostri annidati al suo interno…

Proseguendo lungo l’ultima via inesplorata i nostri eroi si trovarono di fronte ad un grosso ostacolo: il corridoio più avanti diveniva una scala in discesa, che dopo qualche gradino si immergeva dentro uno specchio d’acqua dal quale provenivano degli strani rumori. Pensando che qualche altra strana creatura si annidasse nell’oscurità Ezel recuperò la carcassa di uno degli scarabei e la gettò in acqua, attirando così l’attenzione di quello che si rivelò essere un piccolo essere elementale. La creatura, completamente composta d’acqua, sorprese l’elfo ferendolo e per poco non fece affogare Shantie prima che Nyx riuscisse a dargli il colpo di grazia. Trovandosi obbligati a proseguire sott’acqua gli avventurieri si prepararono alla meglio e si immersero negli oscuri flutti; sott’acqua grazie all’illuminazione magica fornita da Nyx il gruppo rinvenne un altro corpo di un Cercatore, il quale stringeva avidamente al petto la lanterna rossa che cercavano! Galvanizzati dal ritrovamento e spinti dalla curiosità gli avventurieri decisero di esplorare anche il resto del sotterraneo allagato; la decisione fu molto rischiosa, infatti li portò a scontrarsi con un lacedon, un non morto acquatico che dopo aver paralizzato Shantie quasi la fece diventare il suo pasto! Fortunatamente per la donna Ezel riuscì a sconfiggerlo ed a trarla in salvo prima che fosse troppo tardi, mentre gli altri recuperarono il corpo del mostro. Questi indossava l’armatura dei cercatori, probabilmente era un membro della spedizione trasformato in non morto dopo l’annegamento. Lo scontro fu molto remunerativo per Bellsulion, che sul cadavere trovò una spada di ottima fattura perfettamente conservata nonostante fosse rimasta sott’acqua probabilmente per anni, il che ne fece intuire la natura magica. Così il gruppo decise di ritornare al livello superiore e una volta lì Xaranthir mise al suo posto la lanterna rossa e quando gli altri girarono il sarcofago nella posizione in cui era nel momento del loro arrivo tutte le lanterne si accesero magicamente e dall’alcova della lanterna indaco si sentì un chiaro rumore di ingranaggi…

Il gruppo si diresse verso l’alcova, dove scoprì che un altro meccanismo aveva aperto un nuovo passaggio nel muro, dentro il quale si addentrarono senza esitazioni. Gli avventurieri percorsero tunnel quadrato per parecchi finché uno strano evento non arresto la loro avanzata; dai piccoli forellini nelle pareti che caratterizzavano l’intero tumulo cominciò a fuoriuscire del vapore che prese la forma di un’enorme faccia androgina che urlò “NON PROFANERETE LA TOMBA DI ZOSIEL!!!”, quindi dopo aver preso un gran respiro soffiò verso gli avventurieri investendoli con una corrente d’aria fortissima che fece letteralmente volare indietro Xaranthir, Nyx e Bellsulion, spegnendo la luce e lasciando tutti al buio. Ezel e Shantie si adoperarono per far riprendere i compagni, svenuti per le botte prese durante il volo, quindi ripresero insieme a loro l’avanzata, questa volta più lentamente. Così facendo Bellsulion riuscì a individuare la trappola magica che aveva provocato il vento e trovò un modo per aggirarla e proseguire. Giunti alla fine del corridoio gli avventurieri si trovarono di fronte una passerella di pietra che si estendeva sopra ad un fossato pieno di triboli. Credendo che probabilmente nella stanza era presente qualche tipo di congegno che li avrebbe catapultati dalla passerella a dentro il fossato, Bellsulion decise di esaminare il ponte onde evitare sorprese; quel che non si aspettava era che al posto del congegno ci fosse invece un grosso grick affamato! Per sua fortuna Ezel si frappose fra di lui e la bestia e Xaranthir con un colpo di balestra diretto nel mezzo dei tentacoli (preciso al millimetro) lo uccise all’istante. Sconfitta la bestia il gruppo si accinse a proseguire, quando accadde un altro evento ancora più inaspettato del primo: una voce richiamò l’attenzione degli avventurieri verso il soffitto e quando questi alzarono la testa si trovarono di fronte un fantasma!!! Allarmati dalla presenza nel non morto tutti si prepararono al combattimento, ma questi anziché aggredirli si limitò a fluttuare vicino a loro asserendo di non avere cattive intenzioni; nonostante la stranezza della situazione i nostri eroi decisero di ascoltare la creatura, che raccontò loro la sua storia. Il fantasma rivelò loro che in vita era un giovane umano di nome Alastor Land, un ragazzo originario di Diamond Lake scappato di casa e partito insieme a dei suoi amici all’esplorazione del Tumulo Sussurrante, dove trovò la morte. Il giovane però, a differenza dei suoi compagni di sventura, non trovò mai pace dopo la morte poiché i suoi resti non riposavano vicino a quelli dei suoi cari nella tomba di famiglia, per questo motivo rimase fra i due mondi come fantasma. Alastor sembrava piuttosto rassegnato alla sua condizione, ma l’arrivo del gruppo gli diede una nuova speranza per il riposo eterno, così strinse con loro un patto: se loro avessero portato i suoi resti mortali nella tomba della famiglia Land lui, prima di passare all’altro mondo, avrebbe aperto la porta della tomba di Zosiel, protetta da una trappola mortale e da un meccanismo che ne consentiva l’apertura solo dall’interno. Così, dopo che Shantie ebbe recuperato dal fossato le ossa del defunto ragazzo, gli avventurieri lasciarono il tumulo e fecero ritorno a Diamond Lake e da lì Bellsulion li condusse alla vecchia e ormai abbandonata fattoria dei Land…

Dopo mezz’ora di cammino dal paese il gruppo raggiunse la fattoria dei Land ma per loro sfortuna, nonostante fosse abbandonata da anni, non era disabitata. All’interno infatti si era stabilito un orsogufo che, nonostante la cautela usata da Ezel nell’avvicinarsi, individuò gli avventurieri poco dopo il loro arrivo e subito li attaccò con ferocia. La bestia riportava già molte ferite da un precedente sconto, ma questo non le impedì di stendere con una zampata la piccola Nyx che si ritrovò svenuta a terra in un sol colpo. Fortunatamente per lei i suoi compagni riuscirono ad avere la meglio sull’orsogufo ed a trarla in salvo. Il gruppo si stava già adoperando alla ricerca del cimitero della famiglia, quando Bellsulion si accorse che all’interno dell’edificio c’era un altro esemplare di orsogufo, solo che si trattava di un cucciolo. Subito Ezel, ancora in preda ad una frenesia omicida, entrò nella casa con l’intento di eliminare il piccolo ma quando se lo ritrovò davanti solo ed indifeso l’elfo si fermò lasciando cadere la sua arma, e con un inaspettato gesto di empatia riuscì a tranquillizzare la piccola bestia tanto da divenirne “amico”. Nel mentre gli altri raggiunsero le lapidi che indicavano il luogo di sepoltura della famiglia, ma quando furono più vicini si accorsero che erano state profanate e che i corpi non c’erano più! Così ai nostri eroi si presentò il problema contrario a quello di partenza: Alastor ora riposava nella sua tomba ma non la sua famiglia, quindi senza di loro il fantasma non avrebbe mai trovato la pace! Mentre gli altri riflettevano su come procedere Ezel li raggiunse accompagnato dal cucciolo il quale lo seguiva trotterellando con un macabro pasto fra le fauci: un braccio umano. Mentre Ezel annunciava la sua intenzione di portare con se il cucciolo fino a che non sarebbe stato abbastanza maturo per cavarsela da solo, Shantie osservò disgustata il braccio umano e proprio grazie ad esso ebbe un’intuizione. Infatti il giorno precedente la donna era stata indirizzata al santuario di Obad-Hai da un mezz’orco albino proprietario della locanda “Il Cane Rabbioso” di Diamond Lake; costui, oltre ad avere i tipici tratti degli albini, si distingueva anche per una strana cicatrice che aveva sul volto. Il braccio che l’orsogufo stava mangiando era decisamente di carnagione più scura, ma su di esso c’era un tatuaggio la cui forma era identica alla cicatrice del mezz’orco!!! Dopo aver riferito la strana coincidenza agli altri Bellsulion osservò il braccio e confermò la tesi della donna, così il gruppo fece ritorno al paese diretto dalla locanda di Kullen, il mezz’orco, per chiedergli spiegazioni…

Giunti alla locanda vennero accolti dallo scorbutico Kullen, che però nella sua grettezza riservò un trattamento più educato per Shantie, la quale ne approfittò per provare a chiederle informazioni. Così dopo aver gustato la cucina della locanda la donna provò a dialogare con il mezz’orco, ma non appena nominò la cicatrice questi cambiò atteggiamento e tagliando corto se ne andò in cucina intimandole di non seguirlo. La coraggiosa avventuriera, incurante delle minacce, fece per seguire il mezz’orco ma fu fermata da un cameriere dai capelli rossi, il quale si mostrò molto ben informato riguardo al loro gruppo ed in particolare riguardo alla presenza di Ezel (nonostante questi non fosse mai entrato in paese). L’uomo le rivelò il suo disprezzo per Kullen e dopo averle mostrato il tatuaggio che portava sul braccio (anch’esso identico alla cicatrice come quello del braccio della fattoria) promise alla donna le informazioni che cercava ad una condizione, ossia la morte d Kullen; il cameriere avrebbe attirato l’oste fuori città la sera stessa e il gruppo lo avrebbe dovuto eliminare. Shantie, da abile diplomatica, accettò l’incarico con il segreto intento di negoziare con il mezz’orco, scambiando le informazioni riguardanti il simbolo con il nome del cameriere che voleva la sua morte, e si diresse nella sala comune della locanda per avvertire gli altri. Nel frattempo Xaranthir e Bellsulion si erano particolarmente concentrati sull’unica altra ospite della locanda, un’elfa di nome Tirra che Shantie aveva riconosciuto come una dei componenti del Trio di Greyhawk; il loro sguardo però non fu molto discreto ed attirò l’attenzione dell’avventuriera, la quale cominciò a parlare con Bellsulion. Il mezz’elfo sfoderò tutta la sua parlantina per carpirle qualche informazione, ma quando l’elfa gli concesse volutamente qualche “confidenza” in più sussurrandogli all’orecchio in maniera inequivocabile questi si trovò spiazzato e solo il ritorno di Shantie “salvò” il mezz’elfo. Il gruppo si accinse a lasciare la locanda per andare a spiegare il piano a Ezel, ma prima che uscissero Tirra richiamò l’attenzione di Bellsulion e gli porse il borsellino che casualmente aveva “perso” al suo tavolo, come se volesse prendere in giro il giovane avventuriero. Una volta tornati fuori dal paese Shantie aggiornò Ezel sulla situazione ma poi, insospettita dal fatto che il cameriere sapesse della presenza dell’elfo, cercò di carpirgli informazioni in maniera abbastanza diretta e l’elfo rispose alle accuse fattegli con un poderoso ceffone! La situazione stava per degenerare quando Shantie impugnò la frusta, ma per fortuna Xaranthir, Nyx e Bellsulion riuscirono a calmare gli animi, convincendo i compagni ad accantonare i dissapori e a concentrarsi sulla missione. Così il gruppo raggiunse il punto designato per l’agguato e puntualmente al calar del sole Kullen giunse lì trainando un carretto a mano. Quando però vide il gruppo avvicinarsi dal carro uscirono due uomini armati che ingaggiarono lo scontro senza nemmeno pensare al dialogo. Lo scontro si risolse a favore del gruppo, con uno sgherro morto ed uno messo in fuga, ma nonostante Shantie avesse passato tutto il combattimento a ripetere di non uccidere Kullen quando questi si trovò disarmato dal una frustata della donna e provò a recuperare il suo falchion da terra Ezel, che poco prima era stato gravemente ferito dal mezz’orco, non perse tempo e con un colpo secco lo decapitò. La nobildonna montò su tutte le furie, ma prima che potesse dire qualcosa all’elfo fu interrotta dall’improvvisa comparsa del misterioso cameriere. Vedendo l’uomo che li aveva messi in mezzo a questa faccenda Shantie sfogò la sua rabbia evocando uno scorpione proprio al fianco del cameriere con l’intento di eliminarlo, ma questi con enorme sorpresa di tutti schivò il colpo e dopo aver toccato l’aracnide pronunciò una formula magica e la bestia prese fuoco per poi scomparire in una nube di zolfo del tutto simile a quella che lo aveva richiamato!!! L’uomo, che scoprirono chiamarsi Merovinn, rivelò loro come avesse avvertito Kullen del complotto per assicurarsi che al loro incontro il mezz’orco non avesse nemmeno provato la via del dialogo (facendo così saltare il piano di Shantie) e per poco non se ne andò senza dire nulla, se non che quando Bellsulion nominò i Land e il fatto di voler seppellire le ossa di Alastor il cameriere si fermò e con un sorrisetto maligno tornò sui suoi passi. Avendo capito che il gruppo era interessato al ritrovamento delle ossa disse loro che era stato Kullen a recuperarle e che sapeva dove si trovavano e chi le possedeva, ma anche questa volta lo scambio di informazioni prevedeva un omicidio. Non avendo scelta Ezel accettò a nome di tutti, nonostante il resto del gruppo avesse più che qualche remora al riguardo, così Merovinn spiegò loro l’accaduto: Kullen aveva trafugato le ossa per conto di un necromante che si era da poco stabilito nel vecchio osservatorio abbandonato non lontano da Diamond Lake, il quale le aveva usate per rimpolpare le sue schiere di non morti. Il cameriere voleva che il gruppo, qualora avesse raggiunto l’osservatorio per recuperare le ossa, uccidesse il necromante per conto suo, anche se non rivelò perché volesse eliminarlo. Gli avventurieri si posero molte domande, ma prima che potessero porle Merovinn si dileguò con l’aiuto di un bastone del fumo senza lasciare traccia. Così con dei nuovi indizi ma con molti dubbi, il gruppo decise di riposarsi per lo scontro che li atteneva l’indomani e dopo aver preso gli oggetti di maggior valore che Kullen e i suoi avevano lasciato sul campo di battaglia si divisero lasciando che Ezel si accampasse fuori dal paese mentre gli altri andarono a cercare una locanda. Così mentre l’elfo dei boschi battezzo il suo piccolo orsogufo con il nome di Sank, abbreviazione di Sankossi’maat che in elfico significa “mangia orchi” (per via del tentativo repentino del piccolo di assaggiare il cadavere di Kullen), Bellsulion condusse gli altri all’ “Ostello dell’Abile Cartografo” dove presero delle camere ove passare la notte. Giunti alla locanda però i quattro del gruppo fecero la conoscenza di Auric e Khellek, i due restanti membri del Trio di Greyhawk. In articolare il possente guerriero che si definì il Campione dell’Arena della Libera Città di Greyhawk mostrò particolare interesse per Shantie, cosa di cui la donna non fu affatto dispiaciuta. Nonostante il fare invadente ed insolente di Auric irritasse parecchio Bellsulion e Xaranthir la loro compagna di viaggio flirtò con il guerriero riuscendo a carpirgli qualche informazione riguardo al Tumulo degli Uccelli Stigei (che, come i documenti che avevano trovato attestavano, era un buco privo di qualsiasi cosa d’interesse) ma prima che l’uomo potesse dire altro venne interrotto dal suo compagno mago che con sguardo e tono severo lo convinse a lasciar stare la donna e ad andare a dormire. Il guerriero, dopo aver dado un bacio sulla guancia a Shantie, seguì Khellek senza fare storie, ma mentre il mago passava davanti a Bellsulion e Xaranthir i due notarono che questi indossava un anello con il simbolo dei Cercatori dell’Arcano del tutto simile a quello rappresentato sulle armature dei morti nel Tumulo Sussurrante!

Così stanchi e decisamente provati dagli scontri della giornata gli avventurieri si coricarono, recuperando preziose energie che gli sarebbero servite il giorno successivo per la loro visita all’osservatorio…

3 Preparativo 595AC, Diamond Lake
L’indomani mattina coloro che avevano passato la notte in paese andarono a vendere parte dei tesori ottenuti per ricavarne del denaro, quindi raggiunsero Ezel fuori da Diamond Lake e da lì si diressero all’osservatorio. Nonostante l’aspetto innocuo del luogo fin dall’ingresso molto pericoloso, infatti prima che il gruppo potesse mettere piede all’interno Shantie venne aggredita da un piccolo non morto chiamato falena della tomba che si era appostato sotto la tettoia dell’entrata, e poco dopo aver sconfitto il piccolo abominio, quando il gruppo accennò ad entrare dall’ingresso principale, dalla porta appena aperta fuoriuscirono tre quadrelli sparati con delle balestre da altrettanti scheletri non morti! Per fortuna nessuno di essi andò a segno e la piccola Nyx, imponendo il simbolo sacro di Boccob verso di loro, diede pace alle anime scacciando dai corpi il potere della non morte. L’esplorazione del pian terreno proseguì senza ulteriori scontri, ma non per questo non riservò sorprese bizzarre. Infatti, oltre al rinvenimento di alcuni oggetti interessanti fra cui una bacchetta magica, il gruppo si ritrovò faccia a faccia con un disgustoso tavolo imbandito i cui commensali erano dei non morti! Gli esseri giacevano sul tavolo immobili, ma quando gli avventurieri si avvicinarono per eliminarli questi si “attivarono” cominciando ad emulare un vero e proprio pasto, durante il quale delle voci che uscivano magicamente dalle loro bocche continuavano ad elogiare un certo Filge, probabilmente il nome del necromante. Nonostante gli sforzi di Ezel per far smettere il macabro teatrino gli zombi continuarono la loro recita anche dopo che l’elfo li ebbe mutilati in più modi (cosa che provocò parecchio disgusto agli altri, i particolare a Shantie) e cessarono di parlare e muoversi solo quando il gruppo si diresse al piano superiore…

I piani superiori dell’osservatorio si sviluppavano all’interno di una torre, infatti una volta salite le scale il gruppo si trovò in una stanza da letto circolare da cui le scale proseguivano per salire al secondo e ultimo piano. Nella stanza erano presenti diversi oggetti strani come una statua angelica dal volto decisamente brutto e una piccola mummia grande quanto un bambino su cui erano appoggiati dei piccoli occhiali neri. Passando in rassegna la stanza Bellsulion ritrovò un libro e delle pergamene che Xaranthir identificò come il grimorio del necromante e delle pergamene magiche, oltre che a degli strani cilindri di vetro contenenti liquidi colorati. Oltre a questi oggetti fra le carte sulla scrivania il gruppo rinvenne una lettera indirizzata a Filge, nella quale un suo misterioso amico che si firmava come B.S. lo aveva richiamato a Diamond Lake per indagare riguardo a ciò che avveniva all’interno di un luogo chiamato Miniera Dourstone; stando alla lettera qualcuno nascosto all’interno della miniera stava studiando nei non morti “invincibili” collegati a degli strani vermi. Avendo in parte scoperto il perché della presenza del necromante vicino al paese tutto procedeva per il meglio finché il mezz’elfo non prese in mano gli occhiali appoggiati sulla mummia: non appena questi persero il contatto con la piccola figura da essa provenne una squillante voce che per tre volte urlò “INTRUSI!” per poi zittirsi. Il gruppo, preso alla sprovvista dall’allarme, si attivò subito per fronteggiare eventuali avversari sopraggiunti, ma stranamente ne dal piano superiore ne da quello inferiore arrivò qualcuno. Così, credendo che la fortuna li avesse aiutati ancora una volta, gli avventurieri proseguirono all’ultimo piano dell’osservatorio dove capirono che la situazione non era rosea come credevano: infatti nella stanza del telescopio il necromante Filge li stava aspettando e, dopo aver iniettato un liquido nero in uno strano apparato con una siringa, animò quattro mostruosi zombi che si unirono allo scheletro che aveva già al suo fianco nell’attaccare gli avventurieri! Lo scontro non fu affatto semplice, gli zombi ingaggiarono il gruppo in mischia mentre lo scheletro fungeva da scudo umano per Filge, il quale lanciava i suoi incantesimi protetto dagli attacchi in mischia. Fortunatamente Xaranthir con le sue magie riuscì a contrastarlo ed in fine ad addormentarlo; senza più un padrone che gli desse degli ordini i non morti restanti furono facili prede della furia di Ezel…

A scontro finito il gruppo immobilizzo alla bene e meglio Filge e quando il necromante si svegliò cominciò un duro interrogatorio da parte di Ezel e Shantie. L’uomo sembrava decisamente intimorito dai due e non esitò nemmeno un secondo a rivelargli quali fossero le ossa che Kullen gli aveva portato dalla fattoria. Quando si cominciò a parlare della lettera però il necromante cercò di prendere tempo sviando il discorso e questo fece arrabbiare moto Ezel che cominciò a calcare un po’ la mano. Non volendo assistere allo spettacolo Xaranthir e Bellsulion scesero al piano di sotto, lasciando solo Shantie e Nyx assieme all’elfo e al necromante. Le minacce di Ezel ebbero effetto su Filge, il quale indicando un mobile poco distante disse che al suo interno si trovava tutto ciò che aveva scoperto riguardo alla miniera scritto sul suo diario, oltre ad un verme imbalsamato che il suo amico gli aveva spedito assieme alla lettera. Mentre Shantie richiamò Bellsulion di sopra per controllare che nel mobile non ci fossero trappole, Ezel distolse per un attimo l’attenzione dal necromante e questi fece la sua mossa: con un rapido movimento prese la siringa che portava alla cintola e iniettò il suo contenuto nel braccio dell’elfo, che in un istante cadde a terra paralizzato! Libero dalla presenza di Ezel, Filge si rialzò in piedi e dopo aver sostituito il cilindro di vetro vuoto della siringa con un altro che portava alla cintola se ne iniettò il contenuto nel braccio scomparendo in una nube di vapore! Il viscido necromante aveva fregato il gruppo, ma questi avevano il suo grimorio e una volta aperto il mobiletto anche il verme imbalsamato e quella che sembrava essere una siringa di riserva identica a quella che Filge aveva con se, con la quale avrebbero potuto utilizzare i cilindri rinvenuti nella stanza prima da Bellsulion. Non avendo altro da fare all’osservatorio gli avventurieri recuperarono le ossa dei Land e le riportarono alla fattoria dove le seppellirono, quindi si diressero nuovamente al Tumulo Sussurrante per vedere se Alastor aveva mantenuto al promessa fattagli…

Il tragitto fino al tumulo proseguì tranquillo, ma una volta giunti in vista dell’entrata del sotterraneo videro qualcosa di molto strano uscire da esso: una specie di umanoide alato ricoperto di piume. La creatura una volta all’esterno tentò di spiccare il volo, ma una delle sue ali non si distese completamente e ciò la fece schiantare al suolo rovinosamente. Il gruppo, al contempo incuriosito ed allarmato, si avvicinò all’ingresso del tumulo ed osservò la creatura che Ezel riconobbe essere un raptoran, una razza di umanoidi nell’aspetto simile ad un incrocio fra un umano ed un aquila. Questi era gravemente ferito ed aveva un’ala spezzata e non appena vide gli avventurieri implorò il loro aiuto. Subito Nyx gli prestò delle cure salvandolo da morte certa ed “aggiustando” la sua ala con la magia, così quando il raptoran si rimise in piedi poté dialogare con loro fornendogli informazioni molto importanti riguardo la sua presenza e la natura del tumulo. Si presentò come Scar Glidehatur e spiegò al gruppo come fosse giunto al tumulo per recuperare un oggetto chiamato Pietra Vaati, che si trovava all’interno della tomba di Zosiel; il raptoran spiegò al gruppo che Zosiel era un esponente della razza dei Vaati (noti anche come Duchi del Vento di Aaqa) un’antichissima razza di elementali scomparsa da millenni e di come questa razza fosse stata alleata dei raptoran. Xaranthir fu esterrefatto dalla sorpresa la sua curiosità di visitare la tomba di Zosiel divenne irrefrenabile, sennonché Scar smorzò il suo entusiasmo rivelando cosa lo aveva ferito in quel modo: all’interno della tomba erano presenti dei guardiani chiamati guerrieri del vento, delle armature possedute da spiriti elementali, che l’avevano ridotto in fin di vita. Decidendo di collaborare con il raptoran per sconfiggere l’ultimo ostacolo il gruppo si diresse verso la tomba di Zosiel. Quando giunsero sulla passerella dove avevano incontrato Alastor si accorsero che la grande porta era aperta, segno che lo spettro aveva mantenuto la sua parola, e così finalmente giunsero nella vera tomba di Zosiel. Si trattava di una gigantesca stanza circolare la quale era per lo più dominata da una voragine che scendeva per parecchi metri nell’ oscurità; solo il perimetro della stanza era pavimentato, oltre ad una piattaforma posta al centro della voragine e due ponti che la sorreggevano e nel contempo la collegavano alla cornice. La stanza era strabiliante, soprattutto per il fatto che si trovava sotto terra, ma i nostri eroi non ebbero il tempo di osservarla a pieno, poiché dall’oscurità sottostante emersero i tre guardiani di cui Scar aveva parlato. Lo scontro con gli elementali non fu semplice: Xaranthir era a corto di incantesimi e per poco non rimase ucciso dalle spade di un guerriero del vento, Shantie scoprì a sue spese che disarmare gli avversari con la frusta era inutile poiché questi erano in grado di rigenerare le loro armi all’istante mentre gli altri riuscivano a malapena a tenere a bada i due avversari che gli lasciavano sempre meno spazio, quasi a volerlo spingere giù nella voragine! Per fortuna la serva di Myrhiss riuscì a finire un guerriero già colpito molte volte dai suoi compagni con una mazzata alla testa e Scar diede il colpo di grazia ad un altro elementale già ferito dal gruppo dopo averne eliminato uno da solo. A scontro terminato il raptoran spiegò al gruppo che sulle pareti lungo tutto il perimetro i bassorilievi rappresentavano la storia dei Duchi del Vento (un documento di inestimabile valore per Xaranthir) e mostrò l’ubicazione della vera tomba di Zosiel: una piattaforma sospesa in aria parecchi metro sopra le loro teste!

Il guerriero volante spiegò al gruppo che per raggiungerla si sarebbero dovuti posizionare sulla piattaforma tenuta sospesa sulla voragine dai due ponti e poi, senza aggiungere altre spiegazioni, si gettò in picchiata nell’oscurità alla ricerca della Pietra Vaati. Gli avventurieri non avevano altra scelta che verificare se ciò che l’umanoide volante aveva detto corrispondesse al vero, così raggiunsero la piattaforma e con loro enorme sorpresa una corrente d’aria ascensionale li fece fluttuare fino alla vera tomba di Zosiel! Quando tutti i membri del gruppo furono sulla piattaforma fluttuante nell’aria risuonò una voce, simile a quella della trappola che il giorno precedente il aveva investiti nel corridoio, la quale diceva “PRONUNCIA IL MIO NOME!”. La cosa fu alquanto bizzarra, ma quando Xaranthir scandì a chiare lettere “Zosiel!” il coperchio del sarcofago si illuminò di una luce azzurra e si aprì rivelandone il contenuto. Il sarcofago non era una vera e propria tomba, bensì un reliquiario che conteneva molti oggetti interessanti: una piccola gemma trasparente all’interno della quale vorticava del fumo bianco, cinque frecce bianche di ottima fattura, una piccola borsa, un paio di grosse corna nere dai riflessi rossastri, un talismano con sopra inciso il simbolo di Zosiel e un altro completamente argentato. Il gruppo raccattò lo strano tesoro e scese dalla piattaforma nello stesso modo in cui vi erano saliti e una volta tornati sulla cornice Xaranthir cominciò ad osservare i bassorilievi in attesa del ritorno di Scar. Il raptoran fece ritorno solo parecchi minuti dopo, con un braccio pieno di bruciature ed una sfera blu nella mano destra. Una volta tornato sulla cornice ringraziò il gruppo per il loro aiuto e dopo aver donato loro un simbolo sacro di Tuilviel Glithien, la dea dei raptoran, come pegno d’amicizia ed aver promesso ad Ezel uno scontro per un loro eventuale incontro futuro lasciò il tumulo; quando Xaranthir ebbe terminato di ispezionare i bassorilievi anche il gruppo lasciò la tomba ed una volta fuori si diresse a Diamond Lake. Una volta giunti in paese Bellsulion decise che per festeggiare il successo dell’avventura avrebbe condotto i suoi compagni all’Emporium, il centro della “vita mondana” di Diamond Lake. Il mezz’elfo riuscì addirittura a convincere Ezel a passare la notte in paese e così, mentre Xaranthir rimase in locanda prendendosi cura di Sank e studiando i reperti rinvenuti, gli altri si concessero una serata di relax…

Dopo essersi riposati e ripuliti i quattro del gruppo seguirono Bellsulion verso l’Emporium, un locale molto esclusivo che comprendeva un bar, una fumeria, delle stanze con “servizi extra” e persino una cosiddetta “Galleria delle Scienze”. Appena arrivati Ezel, Shantie e Nyx si diressero proprio a quest’ultima dove un bizzarro quaggoth di nome Shag Solomon gli mostrò delle bestie molto strane rinchiuse in delle gabbie; gli esseri spaziavano da un’improbabile capra a due teste fino ad una grossa ed annoiata belva distorcente. La vista degli animali in gabbia fece adirare parecchi Ezel, così i tre lasciarono la galleria e tornarono nella stanza principale. Nel frattempo Bellsulion aveva notato che fra gli ospiti dell’Emporium era presente anche il suo vecchio padrone, il sindaco Landon Neff, in compagnia di Polly, una nota “accompagnatrice”. Notando la situazione compromettente il mezz’elfo passò parecchio tempo a punzecchiare l’uomo, prendendosi una consistente rivincita per tutti gli anni di schiavitù e di soprusi subiti, e si fermò solo quando questi minacciò un intervento dello sceriffo. Per il resto della serata i quattro si rilassarono bevendo in buona parte grazie ai giri gratis offerti da Zalamandra, la proprietaria del locale, e ballando insieme. Così, mentre Ezel rimaneva in un angolo tracannando tutto ciò che gli capitava a tiro, Shantie cominciò a sentirsi strana in seguito all’ingestione di un qualche intruglio e cominciò a trovare Bellsulion molto attraente e cominciò a fargli delle avances…

A serata conclusa il gruppetto tornò alla locanda e tutti si diedero la buona notte e si salutarono. Shantie però prima di entrare nella sua stanza fece chiaramente capire a Bellsulion che avrebbe gradito la sua “compagnia”, ma lo spensierato mezz’elfo respinse con garbo la donna ritirandosi nella sua stanza, sperando che l’indomani l’effetto dell’intruglio sarebbe passato…

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